Ricerca

La ricerca nel Dipartimento di Studi Umanistici

La ricerca che si svolge nel DiSU ha un forte carattere multidisciplinare. Vi sono, infatti, rappresentate 5 grandi Aree CUN e ben 56 Settori Scientifici Discipinari. Si passa dall’epigrafia alla psicologia del lavoro, dalla preistoria al cinema e ai nuovi media. Si viaggia nello spazio, nel tempo e nelle culture con gli studi geografici, filologici, filosofici, letterari, linguistici, pedagogici, sociologici, storici, e storico-artistici. Ne risulta che sono sorti nel Dipartimento diversi significativi filoni di ricerca anche tra discipline apparentemente distanti tra loro.

Si viaggia anche grazie a una considerevole rete di collaborazioni e scambi con atenei, enti di ricerca e musei stranieri nonché attraverso la produzione di numerose pubblicazioni che hanno trovato collocazione su riviste, o presso case editrici, di rilevanza internazionale.

Nel DISU una forte consapevolezza e una accurata indagine del contesto locale e regionale convivono con uno sguardo rivolto all’altrove in senso geografico, sociale, storico e culturale. Il rapporto con la città di Trieste e il territorio circostante è intenso, che si tratti di studiarne la storia e il paesaggio o adoperarsi per catalogarne e preservarne il patrimonio artistico e documentario, che si tratti di esaminarne la dimensione multi-etnica, multi-religiosa e multi-culturale o la realtà socio-economica, il sistema educativo e i servizi sociali o la rappresentazione letteraria, teatrale o cinematografica. Si viene a comporre un quadro esaustivo della civiltà dell’alto Adriatico attraverso l’archeologia subacquea e gli scavi ad Aquileia; il censimento e la catalogazione sistematici di tutto il patrimonio scultoreo di età romana del Friuli Venezia Giulia; la ricerca sulla grande decorazione a Trieste nell'Ottocento; la compilazione del catalogo scientifico delle opere d'arte dell'Università di Trieste; la schedatura degli affreschi dell’Ottocento nelle ville venete; le ricerche sull’arte veneta in Istria e Dalmazia; lo studio comparativo delle minoranze nella Trieste asburgica; il progetto sulla Grande Guerra e le sue tracce, storiche, ambientali, letterarie, cinematografiche; il lavoro sull’archivio degli scrittori e della cultura regionale e sull’attività filodrammatica nella Venezia Giulia e nell’Istria nel Novecento; la letteratura triestina e dell’esodo; la letteratura friulana; la presenza dei grandi scrittori stranieri a Trieste e dintorni, a cominciare da quella di James Joyce, ricordata ogni anno dalla Joyce School che attira studiosi da tutto il mondo; la storia della cultura tedesca nella Trieste asburgica; la letteratura slovena entro e oltre il confine; la cultura ebraica iscritta nella storia e nella letteratura della città e dei Balcani, come testimoniano gli studi sulla scrittura judeoespañola in Bosnia; il lavoro sul campo per esaminare i processi di costruzione del sistema di welfare locale e l’offerta formativa dall’infanzia all’età adulta e le problematiche legate alle minoranze linguistiche e alle disabilità. Contribuiscono inoltre alla conoscenza dello spazio urbano e regionale gli strumenti della geografia economico-sociale, umana e del paesaggio; e attraverso l’analisi dei documenti cartografici si ricostruiscono la storia e il significato del confine, elemento fondamentale dell’identità di questo territorio.

In questo contesto sembra naturale e appropriato che molti degli studiosi operanti nel DiSU si occupino di questioni legate all’identità culturale, etnica, linguistica, religiosa, e di genere; e della storia passata e presente del rapporto fra religione, politica ed economia. La presenza di storici e letterati che condividono un paese, un territorio, un’area linguistica, favorisce collaborazioni e ricerche che si completano a vicenda: storia della Francia e letteratura francese e dei paesi francofoni, storia dell’Europa orientale e slovenistica, storia degli Stati Uniti e letteratura nordamericana (una sinergia che di recente ha portato a Trieste il convegno internazionale “Discourses of Emancipation and the Boundaries of Freedom”); la storia moderna, con le ricerche sulla razza e sulle esposizioni nazionali, internazionali e universali che hanno riguardato anche le letterature di Egitto, Francia, Irlanda, Germania e Stati Uniti.

Intrecci proficui si riscontrano anche tra letterature e cinema, letterature e arti performative, letterature e studi giuridici, letterature e storia del pensiero, in particolare in ambito germanistico, con rilevanti ricerche su Kant e Hegel; e in ambito iberico con gli studi su Ortega y Gasset e Miguel de Unamuno; tra storia, letteratura e filosofia con la questione dell’identità nella filosofia e nella civiltà europea del Novecento; con l’indagine sulla nozione di partecipazione nel quadro del dibattito contemporaneo sulla democrazia deliberativa, sul rapporto tra democrazia e verità, sulla nozione di riconoscimento dei diritti umani; tra filosofia, arte,  geografia con gli studi sull’esperienza estetica del paesaggio; tra filosofia e linguistica con gli studi sulla prammatica e le teorie di John Austin.

Infine l’utilizzo e lo studio degli strumenti informatici e dei nuovi media accomuna mondi apparentemente distanti come quelli dell’antichistica e della comunicazione. Si passa dalla compilazione di un catalogo online di manoscritti greci e dal lavoro di digitalizzazione di testi latini all’analisi degli effetti di materiali multimediali sulla comprensione e sull’apprendimento; ed è anche possibile individuare affinità tra il lavoro sulla formazione, sul sistema scolastico, e l’importante attività del dipartimento nel campo della ricezione e nella trasmissione della cultura antica, attività che ogni anno trova espressione, per esempio, nella Summer School of Classics.

La dimensione internazionale della ricerca svolta nel DiSU è testimoniata da numerose collaborazioni con istituzioni straniere e dalle collocazioni editoriali delle pubblicazioni prodotte nel Dipartimento.

 

Ultimo aggiornamento: 11-02-2014 - 20:10